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Genesi
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Un luogo, un hotel, una storia

Un tempo si chiamava Europa Palace ed era uno dei tanti alberghi di Capri. Poi subì una trasformazione profonda e divenne il Capri Palace, tempio dell’ospitalità, intrigante come un museo grazie a una collezione unica di arte contemporanea.

Correva l’anno 1961 quando l’hotel subì la prima importante metamorfosi grazie all’intervento di Gianfranco Frattini, allievo di Gio Ponti. Erano tempi d’oro per l’architettura milanese e il giovane iniziò a mettere mano al progetto con idee alquanto rivoluzionarie. Soffitto basso e di un tono scuro nella hall, una piscina trasparente per vedere il movimento dei bagnanti mentre si passeggiava negli spazi dell’albergo, molta avanguardia nelle forme e nella concezione dei volumi. E poi arrivò Tonino Cacace.

Scomparso il padre l’allora proprietario, nel 1975, Tonino si trovò a 23 anni a inventare un nuovo modo di fare hotellerie. E ci mise molto coraggio. Uomo capace di vedere oltre l’orizzonte, cambiò i connotati del luogo e lo ribattezzò Capri Palace, schiarendo e potenziando le prospettive, aggiungendo un design negli ambienti fortemente connesso con il luogo, quel tocco mediterraneo di bianco e azzurro poi chiamato Capritouch. Delineò un modus nell’accogliere tipico di Anacapri, la parte dell’isola più autentica e creativa e all’insegna dell’understatement, già amata dall’Imperatore romano Tiberio.

E vi portò la sua passione: l’arte. La scultura dell’Elmo di Mimmo Paladino da Castel dell’Ovo posta accanto alla porta principale, un dipinto di Giorgio De Chirico vicino al bancone della reception, dove protagonista è una griglia presa da un convento di clausura del 1600. Al bar, mise installazioni video di Fabrizio Plessi a richiamare il colore del mare della Grotta Azzurra, nella piscina trasparente i mosaici di Velasco Vitali, e ancora l’opera monumentale di Arnaldo Pomodoro, trasportata e costruita un pezzo alla volta, di notte: 40 metri di vetro resina dedicati all’osso di seppia (forse un omaggio a Eugenio Montale?).

Oggi, l’albergo, diventato parte delle proprietà italiane di Mytha Hotel Anthology, completa la sua filosofia di ospitalità con due ristoranti, L’Olivo e Il Riccio, che si sono guadagnati il riconoscimento della prestigiosa Guida Michelin, mentre la Scuola delle Gambe della Capri Beauty Farm con i suoi trattamenti esclusivi, diretta dal professor Francesco Canonaco, è un riferimento internazionale nel mondo del wellness.

Il viaggio continua, il Capri Palace è più di un hotel. È un indirizzo «luminoso», dove potersi circondare di pura bellezza.

 

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